Il FMI lancia l’allarme sequester

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Currency PuzzleLe domande per l’ottenimento del sussidio di disoccupazione da parte dei cittadini statunitensi si stampano ieri al di sotto delle previsioni indicando una flessione maggiore delle aspettative, mentre nel quarto trimestre 2012 il prodotto interno lordo statunitense ha invece postato solo una crescita marginale. I dati hanno quindi permesso ad euro e yen  di recuperare terreno contro il rivale statunitense. E se ieri i dati sulla produzione industriale giapponese si erano rivelati positivi stamane il paese del Sol Levante ha dovuto fare invece i conti con una serie di letture piuttosto deboli. Intanto lo yen è oggi negoziato a rialzo a 92,64. In territorio positivo anche l’euro e la sterlina. Ieri i dati sul PIL spagnolo del 4° trimestre 2012 sono andati ad evidenziare una contrazione maggiore del previsto incrementando le già cospicue preoccupazioni in merito alla deludente crescita economica del Paese, la coppia EUR/USD è quindi andata a muoversi a ribasso, ma già stamane recupera alcuni pips per attestarsi sugli 1,3076, mentre la sterlina resta vicino al suo fondo di oscillazione a 1,5172

Lo stallo politico italiano e le preoccupazioni relative all’ormai imminente scadenza del “sequester” hanno spinto gli investitori a cercare rifugio nella solida sicurezza del dollaro statunitense. A meno che repubblicani o democratici non facciano un passo indietro nella battaglia per ridurre il disavanzo pubblico, dalla mezzanotte di oggi scatterà il “sequester”, tagli automatici alla spesa pubblica americana per 85 miliardi di dollari soltanto nel 2013. Il Senato ha infatti già respinto un paio di proposte di legge quella democratica 51a 49, e quella repubblicana 38 a 62, quando per approvare una delle due proposte sarebbero stati necessari almeno 60 voti a favore.

Bernanke, nel suo ultimo giorno di testimonianza di fronte al Congresso, ha ribadito come sia volontà della Fed portare avanti il suo programma di acquisto asset da 3.1 trilioni di dollari. Il numero uno della Fed ha poi voluto precisare come non vi siano divisioni all’interno del Comitato Federale e come molti membri supportino il programma.

Nel frattempo, l’euro dovrebbe continuare a muoversi a ribasso sul retro di una convinzione che vorrebbe il panorama politico italiano attualmente in forse capace di riaccendere lo spauracchio della crisi del debito. A fine febbraio l’azione dei prezzi della valuta unica si mostra alquanto instabile tanto che questo mese si chiude per la coppia EUR/USD con una perdita del 3,6%, la peggiore performance mensile dal maggio 2012.

Intanto in Giappone, nonostante la politica monetaria ultra-accomodante proposta da Abe, a gennaio l’indice dei prezzi al consumo rimane invariato sul -0,2% a/a.

Deludono questa mattina i dati sul PMI del settore manifatturiero cinese, che per la prima volta in diversi mesi vanno ad evidenziare una flessione, segno che la ripresa del Dragone potrebbe esser sul punto di rallentare.  L’indice di attività dei responsabili agli acquisti del settore manifatturiero cinese si fissa a febbraio sui 50,1, in calo rispetto al 50,4 di gennaio.

Intanto, il Fondo Monetario Internazionale ha fatto sapere che qualora scattasse il “sequester” sarà costretto a rivedere le sue previsioni di crescita per gli Stati Uniti e l’economia globale tutta. Il FMI ha poi avvertito che i principali partner commerciali degli Stati Uniti saranno i più colpiti.
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